Giovedì 22 ottobre sono arrivate due notizie europee che a prima vista non hanno nulla in comune. A Helsinki il governo finlandese ha concesso a Posiva la licenza di esercizio di Onkalo, il primo deposito geologico al mondo per il combustibile nucleare esaurito. A Parigi, dopo il Consiglio dell'ESA, la direttrice dei trasporti spaziali Géraldine Naja ha detto di non essere sicura che Themis, il dimostratore europeo di razzo riutilizzabile, faccia il suo primo volo entro l'anno.

Una è la fine di un percorso cominciato quarant'anni fa, l'altra è l'ennesimo rinvio di un programma piccolo e urgente. Messe insieme dicono molto su come l'Europa costruisce, o non costruisce, le infrastrutture che durano decenni.

Cosa ha deciso la Finlandia

La licenza vale fino alla fine del 2070 e copre fino a 6.500 tonnellate di uranio di combustibile esaurito delle centrali di Olkiluoto e Loviisa: circa 3.300 contenitori di rame, sepolti a circa 450 metri nel granito. A regime si prevedono al massimo 60 contenitori l'anno, con operazioni che dureranno fino agli anni 2120, secondo World Nuclear News.

La licenza non significa che il primo contenitore scenda domani. L'esercizio può cominciare solo dopo un'ispezione dell'autorità di sicurezza STUK, e Posiva per ora non ha dato una data: "la licenza non implica un avvio immediato", ha scritto la società. La prova generale con contenitori vuoti è cominciata nell'agosto 2024.

Quarant'anni senza cambiare strada

Quello che rende Onkalo un caso non è la tecnologia: il metodo svedese-finlandese con rame e argilla è studiato da decenni. È la continuità. La Finlandia ha cominciato a cercare un sito nel 1983. Nel 2001 la scelta di Olkiluoto, con il consenso del comune di Eurajoki, è stata ratificata a livello nazionale. Gli scavi sono partiti nel 2004, la licenza di costruzione è arrivata nel 2015 e la domanda di esercizio a fine 2021.

Nel frattempo sono cambiati governi, maggioranze e prezzi dell'energia, ma il programma è rimasto lo stesso, finanziato dai produttori di elettricità attraverso un fondo dedicato. Il costo lo pagano le centrali che hanno prodotto il combustibile, non il bilancio dell'anno.

Themis, il problema opposto

Themis è il caso rovescio. È un dimostratore di primo stadio riutilizzabile, costruito da ArianeGroup e montato sulla rampa di Esrange, in Svezia, dal settembre 2025. La parte di sviluppo legata ai voli è finanziata dall'Unione europea con il progetto SALTO, che vale 42,8 milioni di euro, secondo European Spaceflight: una cifra minima per un settore dove un solo lancio costa decine di milioni.

A ottobre ArianeGroup ha completato la seconda prova generale con il caricamento dei propellenti. Ma l'inverno svedese si avvicina, e l'ESA deciderà entro fine novembre se tentare il primo "salto" a bassa quota o rimandarlo alla primavera. Il programma prevede comunque un salto prima di giugno 2027.

Il ritardo non è un dramma tecnico: i test ritardano ovunque. Il punto è il contesto. Mentre Themis aspetta la buona stagione, SpaceX ha fatto del riutilizzo la normalità, come abbiamo raccontato in Lanciatori riutilizzabili: l'Europa che insegue. Ogni mese di attesa allunga la distanza.

Cosa c'entra l'Italia

L'Italia ha entrambi i problemi. Sul nucleare, il Deposito nazionale per i rifiuti a bassa e media attività ha una carta delle aree idonee dal dicembre 2023, con 51 aree, e nessuna candidatura. E la legge delega sul nucleare apre a nuovi reattori senza che il paese abbia ancora deciso dove mettere i rifiuti che ha già, figuriamoci un deposito geologico per il combustibile futuro.

Sullo spazio, l'Italia partecipa ai programmi europei sui lanciatori con Avio e con il futuro Vega E. La capacità di mantenere un impegno per dieci o vent'anni, senza ripartire da capo a ogni legislatura, conta più del singolo stanziamento.

La lezione finlandese non è "fate come noi". È che le infrastrutture lunghe si costruiscono con decisioni stabili, regole chiare su chi paga e un'autorità tecnica indipendente e credibile. La lezione di Themis è che, senza fondi adeguati e una scadenza vera, anche un buon progetto resta fermo in rampa.

Cosa guardare

  • L'ispezione STUK a Olkiluoto e la data di avvio che Posiva annuncerà: sarà il primo smaltimento definitivo di combustibile esaurito al mondo.
  • La decisione ESA su Themis entro fine novembre: volo prima dell'inverno o rinvio al 2027.
  • I decreti attuativi della legge delega: se e come affronteranno il ciclo del combustibile e il Deposito nazionale.

Fonti: World Nuclear News, 23 ottobre 2026; Yle, 22 ottobre 2026; European Spaceflight, 23 ottobre 2026; Posiva e Onkalo, cronologia.