Una centrale e un razzo sembrano avere poco in comune. Guardati dal lato delle materie prime, però, sono due clienti della stessa manciata di fornitori, e quei fornitori stanno in gran parte in due paesi: la Russia e la Cina. È il tema su cui le politiche industriali del nucleare e dello spazio, in Europa, si incrociano senza quasi mai parlarsi.

Uranio: la dipendenza che non si vede in bolletta

L'Unione europea non ha miniere di uranio in attività: importa tutto. Circa metà delle importazioni arriva da partner come Canada e Australia; l'altra metà da fonti russe o da paesi, Kazakistan e Uzbekistan, le cui rotte di esportazione passano dalla Russia. Il Niger, che forniva un quinto dell'uranio europeo, è diventato un fornitore incerto dopo il colpo di Stato del 2023.

Il minerale, però, è la parte facile. Prima di entrare in un reattore l'uranio va convertito in gas e arricchito, e qui la concentrazione è maggiore: i paesi OCSE detengono il 55% della capacità mondiale di conversione e solo il 37% di quella di arricchimento. Il resto è in Russia e Cina, con Rosatom primo operatore mondiale dell'arricchimento. L'Europa ha due arricchitori, Urenco (Paesi Bassi, Germania, Regno Unito) e Orano (Francia), entrambi in espansione; Orano ha appena ottenuto un prestito di 400 milioni dalla Banca europea degli investimenti per il sito di Georges Besse 2.

Il nodo più stretto è il combustibile per i reattori di progettazione sovietica: un quinto dei reattori UE, in Slovacchia, Ungheria, Bulgaria, Cechia e Finlandia, è di tipo VVER, e per alcuni modelli non esiste ancora un fornitore alternativo a Mosca. La stessa fonte stima che l'Europa resterà dipendente dalla Russia almeno fino al 2030-2035, nonostante la tabella di marcia REPowerEU del 2025 preveda l'uscita dal nucleare russo. Il regolamento europeo sui combustibili nucleari, atteso per giugno 2025, è stato rinviato.

HALEU: il combustibile dei reattori che non esistono ancora

Qui nucleare e spazio si toccano per la prima volta. Molti reattori avanzati, diversi SMR di nuova concezione e tutti i reattori spaziali compatti di cui abbiamo scritto richiedono uranio arricchito tra il 5 e il 20%, detto HALEU, invece del 3-5% dei reattori attuali. Fino a ieri la Russia era l'unico fornitore commerciale al mondo. Gli Stati Uniti hanno stanziato 2,7 miliardi di dollari per costruire una capacità propria, con Centrus e Urenco USA; nell'Unione europea, in confronto, il programma preparatorio Euratom ha avuto un budget di circa un milione di euro.

Tradotto: se l'Italia sceglierà un SMR ad acqua tradizionale, come sembra, il combustibile lo troverà. Se qualcuno proporrà reattori avanzati, o se l'Europa vorrà davvero un reattore nello spazio, il combustibile oggi lo produce Mosca.

Titanio: il metallo dei razzi e dei reattori

Il titanio è leggero, resistente e non si corrode: per questo è ovunque nell'aerospazio (strutture, carrelli, motori, serbatoi dei lanciatori) e nel nucleare (scambiatori di calore e condensatori delle centrali, soprattutto quelle raffreddate con acqua di mare). Prima del 2022 la russa VSMPO-Avisma era il primo produttore mondiale di titanio aerospaziale e il fornitore principale di Airbus e Boeing, con circa un terzo del fabbisogno di Airbus. Dopo l'invasione dell'Ucraina, Airbus ha dichiarato di aver azzerato gli acquisti dalla Russia, spostandosi su Stati Uniti, Giappone e Kazakistan; Boeing lo aveva fatto per prima.

Il problema europeo è che la lavorazione del titanio, dalla spugna al semilavorato aerospaziale certificato, richiede impianti e qualifiche che si costruiscono in anni. L'Italia ha competenze nella lavorazione ma nessuna produzione primaria. Il titanio è nella lista europea delle materie prime critiche dal 2020 e la domanda, con i programmi di lanciatori e di nuovi reattori, può solo crescere.

Terre rare: dentro ogni satellite

I magneti permanenti al neodimio e al samario-cobalto stanno nei motori elettrici che orientano i pannelli solari e le antenne dei satelliti, nei giroscopi, nei propulsori elettrici e in molti sensori. Nel nucleare compaiono in strumentazione e in alcune leghe. La Cina controlla circa il 90% della raffinazione mondiale delle terre rare e una quota ancora più alta della produzione di magneti, e nel 2025 ha introdotto controlli all'esportazione su diversi elementi e sulle tecnologie di lavorazione, usandoli come leva nelle dispute commerciali con Stati Uniti ed Europa.

L'Unione ha risposto nel 2024 con il regolamento sulle materie prime critiche, che fissa obiettivi al 2030: estrarre in Europa almeno il 10% del fabbisogno, trasformarne il 40%, riciclarne il 25%, e non dipendere da un singolo paese terzo per più del 65% di nessuna materia prima strategica. Sono obiettivi, non risultati: a oggi per le terre rare l'Europa è lontana da tutti e quattro.

Xeno, elio, plutonio-238: le dipendenze piccole che bloccano tutto

Alcuni materiali contano poco in valore e moltissimo in pratica.

Lo xeno è il propellente dei propulsori elettrici che tengono in orbita le costellazioni, Starlink compresa, e che spingeranno i futuri rimorchiatori nucleari. È un sottoprodotto della separazione dell'aria, e una parte rilevante della produzione mondiale veniva, fino al 2022, da impianti in Ucraina e Russia. I prezzi sono esplosi con la guerra e SpaceX è passata in parte al kripton e all'argon, meno efficienti ma disponibili.

L'elio serve a pressurizzare i serbatoi dei razzi e a raffreddare le apparecchiature criogeniche, nucleari e spaziali. Non si produce: si estrae da pochi giacimenti di gas, in Stati Uniti, Qatar, Algeria e Russia.

Il plutonio-238 alimenta i generatori a radioisotopi di tutte le sonde oltre Marte. Lo producono solo Stati Uniti e Russia, in quantità di pochi chilogrammi l'anno; l'Europa non ne ha mai prodotto, e per questo studia l'americio-241, ricavabile dalle scorie delle proprie centrali: un caso in cui il problema delle scorie del nucleare diventa la soluzione di un problema dello spazio.

La tabella delle esposizioni

Materiale Serve a Chi domina Esposizione europea
Uranio naturale reattori Kazakistan, Canada, Namibia, Australia media: metà delle rotte passa dalla Russia
Conversione e arricchimento reattori Russia (Rosatom), poi Urenco e Orano alta per i VVER, media per gli altri
HALEU reattori avanzati, reattori spaziali Russia, in prospettiva USA totale
Titanio aerospaziale lanciatori, aerei, scambiatori nucleari Russia, Giappone, USA, Kazakistan alta, in riduzione dal 2022
Terre rare e magneti satelliti, propulsori, sensori Cina (circa 90% della raffinazione) molto alta
Xeno propulsione elettrica Russia, Ucraina, Cina, USA alta
Plutonio-238 sonde nello spazio profondo USA, Russia totale

Cosa significa per una politica industriale

Tre osservazioni, che valgono per chi scrive i decreti attuativi della legge delega sul nucleare quanto per chi negozia i programmi ESA.

Primo: le due filiere comprano dagli stessi fornitori, e quindi hanno la stessa leva negoziale, se la usano insieme. Un'Europa che costruisce reattori e satelliti ha un peso diverso da un'Europa che compra i materiali per gli uni e per gli altri separatamente.

Secondo: la dipendenza non è dalla miniera ma dalla lavorazione. L'uranio c'è in Canada, le terre rare in Australia, il titanio in Giappone; quello che manca in Europa sono impianti di arricchimento, raffinazione e lavorazione certificata, cioè investimenti industriali pluriennali che nessun mercato finanzia da solo.

Terzo: l'Italia è un trasformatore, non un produttore. Nessuna delle materie prime di questa tabella si estrae o si raffina in Italia; la filiera nazionale, in entrambi i settori, lavora materiali che arrivano da fuori. È una posizione che rende il paese più esposto di altri alle interruzioni, e più interessato di altri a una politica europea che funzioni.

Su ciascuna riga della tabella torneremo con una scheda nella sezione Numeri.


Fonti: Think Tank Europa, ottobre 2026, per uranio, arricchimento e HALEU; regolamento UE 2024/1252 sulle materie prime critiche; dichiarazioni Airbus 2022-2023 sulle forniture di titanio; dati World Nuclear Association e Agenzia internazionale dell'energia sulle filiere.