Gli SMR, i piccoli reattori modulari, sono la tecnologia su cui il Governo costruisce il ritorno del nucleare in Italia. Oggi esiste una legge che lo permette, la 169/2026. Non esistono ancora un modello scelto, un sito, un'autorità di sicurezza attrezzata né un meccanismo per pagare gli impianti. Le prime centrali sono indicate tra il 2033 e il 2035.
A scegliere il reattore sarà soprattutto Nuclitalia, la società di Enel, Ansaldo Energia e Leonardo, che deve chiudere la sua valutazione entro la fine del 2026. In parallelo Edison ed EDF propongono il loro modello, Nuward, e la startup Newcleo sviluppa una tecnologia diversa.
Questa analisi mette in fila chi fa cosa, cosa è deciso e cosa no. Per sapere cosa sono gli SMR si parte dalla guida principale. Per il quadro completo del nucleare italiano, compresi rifiuti e smantellamento, c'è il nostro Dossier.
Perché il Governo punta sugli SMR
La legge non nomina gli SMR: è tecnologicamente neutra. Ma tutte le dichiarazioni del Governo vanno in quella direzione, per tre ragioni.
La taglia. Un'unità da 300-400 MW elettrici si inserisce più facilmente in una rete e in un territorio di un reattore da 1.600 MW. Può servire un distretto industriale o prendere il posto di una vecchia centrale. Per le differenze pratiche c'è il confronto SMR contro centrale tradizionale.
La promessa sui tempi. Un paese che non costruisce reattori da quasi quarant'anni non ha cantieri di riferimento. Comprare un modello già in costruzione altrove riduce il rischio. Il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin lo ha detto in un'intervista al Sole 24 Ore del 29 ottobre: per i primi progetti la scelta dovrebbe privilegiare tecnologie già realizzate e provate in altri paesi, con la metà degli anni 2030 come obiettivo (Il Sole 24 Ore).
La scala dell'obiettivo. Il PNIEC, il Piano nazionale energia e clima, ipotizza 8-16 GW nucleari al 2050. Facendo il conto, 8 GW corrispondono a 20 reattori da 400 MW o a circa 27 da 300 MW. Un numero che ha senso solo se si costruisce in serie.
Le regole: la legge c'è, i decreti no
La legge 169/2026 è in vigore dal 15 ottobre. Affida al Governo dodici mesi per scrivere i decreti legislativi su autorizzazioni, siti, sicurezza e rifiuti. Il 28 ottobre Pichetto ha detto: "confermo che tutti i decreti saranno pronti entro inizio dicembre", e che sta valutando se presentarli separati o "in un unico tomo" (Geagency). I decreti richiedono l'intesa in Conferenza unificata con Regioni ed enti locali.
Nuclitalia: chi sceglie il reattore
Nuclitalia è nata a maggio 2025: Enel 51%, Ansaldo Energia 39%, Leonardo 10%. Non costruisce reattori, li seleziona. Nella memoria depositata alla Camera a febbraio, la società spiega di essere partita da oltre 80 soluzioni e di concentrarsi sugli SMR ad acqua leggera. I reattori di quarta generazione sono rinviati a una fase successiva (memoria Nuclitalia).
Il calendario indicato in quel documento:
- 2025-2027: valutazione tecnico-economica e scelta del modello;
- primo semestre 2027: studio di fattibilità;
- 2027-2028: preparazione del primo progetto nel paese;
- 2028-2033/35: contratti, costruzione e connessione alla rete.
La scelta era prevista per novembre 2026. Ora le conclusioni sono attese "entro la fine del 2026" (Milano Finanza). I nomi dei modelli rimasti in corsa non sono pubblici.
Edison ed EDF: la proposta Nuward
Il 18 settembre Edison, controllata dal gruppo francese EDF, ha presentato a Milano il piano per Nuward. È un reattore ad acqua pressurizzata da circa 400 MW elettrici. La prima serie conta dieci impianti tra Francia, Italia, Polonia, Belgio e Finlandia, con cantieri dal 2030. Il primo sorgerebbe in Francia, il primo italiano sarebbe operativo nel 2035 (QuiFinanza).
I partner italiani citati sono Aipe, ATB Riva Calzoni, Saipem, Simic, Tectubi Raccordi, Walter Tosto e Webuild. Ansaldo Nucleare collabora con Nuward da luglio 2023 e ha rinnovato l'accordo a novembre 2025 (Modern Power Systems). Nessun sito italiano è stato indicato.
Nuward ha molti legami industriali con l'Italia, anche attraverso Ansaldo, socia di Nuclitalia. Ma la scelta non è stata fatta. Gli altri candidati possibili sono descritti nell'articolo su chi produce gli SMR.
Newcleo e Ansaldo: la quarta generazione
Newcleo, società italo-francese fondata da Stefano Buono, sviluppa reattori veloci raffreddati al piombo, alimentati con MOX, un combustibile di uranio e plutonio. Al Brasimone, sull'Appennino bolognese, sviluppa un dimostratore non nucleare da 10 MW termici. La sua tabella di marcia prevede la decisione di investimento sul primo impianto commerciale intorno al 2029 e il primo reattore in Francia "già nel 2032" (World Nuclear News). Dal 22 settembre è quotata al Nasdaq, con una raccolta lorda di circa 247 milioni di dollari (Forbes Italia).
Ansaldo Nucleare guida anche il consorzio FALCON, con ENEA, sul reattore al piombo ALFRED, selezionato nel 2024 dall'Alleanza industriale europea sugli SMR (Fortune Italia).
Sono progetti seri, ma non sono la scelta per le prime centrali italiane. Le differenze tra le tecnologie sono spiegate in come funziona un SMR.
La filiera
Nuclitalia ha censito circa 800 aziende italiane in circa 400 categorie di prodotto. L'Italia ha mantenuto competenze su grandi forgiati, recipienti in pressione, tubi e ingegneria, secondo il Nuclear Energy Innovation Outlook 2026 del Politecnico di Milano (Canale Energia). Uno studio di The European House-Ambrosetti, citato da QuiFinanza, stima un mercato potenziale di 46 miliardi di euro se il nucleare coprisse il 10% della domanda elettrica al 2050. Sono stime. Oggi nessuno stabilimento italiano è nato per produrre moduli nucleari in serie.
Dove potrebbero andare
Nessun sito è stato indicato. Il 28 ottobre Pichetto ha descritto il metodo: "non ci saranno aree idonee, ma vincoli che individueranno le aree non adatte", come quelle sismiche. È il contrario di quanto fatto per il Deposito nazionale dei rifiuti, partito da una carta delle aree idonee e rimasto senza candidature. La legge prevede consultazione dei comuni e misure compensative. Per Nuward, le cronache della presentazione citano come contesti possibili poli industriali, porti, reti di teleriscaldamento e grandi data center.
Il tema dei rifiuti che i nuovi reattori produrrebbero è trattato in SMR e scorie.
Chi controllerà
L'autorità tecnica è l'ISIN, l'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione. Ha 90 persone, una ventina con qualifica di ispettore, e ne chiede 270. La legge cita un'autorità indipendente "ove istituita", senza crearla. Il 29 ottobre il ministro ha detto al Sole 24 Ore che competenze e risorse dell'ISIN andranno adeguate alle nuove tecnologie, senza indicare numeri. Senza un regolatore in grado di esaminare un progetto, nessun reattore si autorizza. Il tema è approfondito in SMR e sicurezza.
Chi paga
La legge stanzia 67,5 milioni di euro fino al 2029, per studi e informazione. Per gli impianti si discutono contratti per differenza, il modello RAB con pagamenti in bolletta durante la costruzione, e contratti privati con grandi consumatori. Nuclitalia chiede "misure regolatorie di minimizzazione e condivisione dei rischi" e partenariati pubblico-privati. Il Politecnico di Milano stima per il primo SMR italiano un costo dell'elettricità tra 135 e 196 euro per MWh (Canale Energia). Il confronto con i costi dei progetti esteri è in quanto costa un SMR.
Il calendario
| Passaggio | Data indicata | Fonte |
|---|---|---|
| Decreti attuativi | Inizio dicembre 2026 | Ministro, 28 ottobre 2026 |
| Scelta di Nuclitalia | Entro fine 2026 | Milano Finanza, 29 ottobre 2026 |
| Studio di fattibilità | Primo semestre 2027 | Nuclitalia, febbraio 2026 |
| Termine di legge per i decreti | Ottobre 2027 | Legge 169/2026 |
| Cantieri della serie Nuward | Dal 2030 | Edison ed EDF |
| Prime centrali in rete | 2033-2035 | Nuclitalia, ministro, Edison |
In sintesi
- Il modello non è ancora scelto. Nuclitalia valuta solo SMR ad acqua già in sviluppo all'estero e deve concludere entro fine 2026. Nuward ha i legami più stretti con l'industria italiana.
- Le regole arrivano a dicembre, il regolatore dopo. I decreti sono promessi per inizio dicembre. L'ISIN con 90 persone non basta, e come verrà rafforzato non è deciso.
- Siti e soldi sono le incognite. Niente carta delle aree idonee, solo vincoli. Nessun meccanismo di finanziamento scelto. Le date 2033-2035 dipendono da entrambi.
Fonti: Geagency, 28 ottobre 2026; Il Sole 24 Ore, 29 ottobre 2026; Milano Finanza, 29 ottobre 2026; memoria Nuclitalia alla Camera, febbraio 2026; QuiFinanza, settembre 2026; World Nuclear News, luglio 2026; memoria ISIN alla Camera, febbraio 2026.




