Dal 15 ottobre l'Italia ha una legge che permette di tornare al nucleare. Questa settimana il ministro dell'Ambiente ha promesso i decreti attuativi entro inizio dicembre e un sito per il Deposito nazionale dei rifiuti entro un anno. Nel frattempo Enel, Ansaldo e Leonardo stanno scegliendo una tecnologia, Edison ed EDF propongono la loro e una startup italiana si è quotata a New York.
È facile perdersi. Questo Dossier mette in fila tutto quello che esiste davvero a fine ottobre 2026: le regole, gli enti, le aziende, gli impianti, i rifiuti, i soldi e i tempi. Per ogni voce indichiamo la fonte e cosa non si sa ancora. Lo aggiorneremo quando cambieranno i fatti. Le tabelle principali si possono scaricare in formato CSV, apribile con Excel: impianti e calendario.
In breve
- La legge c'è, le regole no. La legge delega 169/2026 è in vigore dal 15 ottobre. I decreti che decidono come si autorizza, dove si costruisce e chi controlla sono annunciati per inizio dicembre.
- Nessuna tecnologia scelta, nessun sito indicato. Nuclitalia, la società di Enel, Ansaldo e Leonardo, presenterà la sua valutazione entro fine anno. Il Governo parla di prime centrali intorno al 2033-2035.
- Il passato non è chiuso. Le quattro vecchie centrali sono smantellate a metà, i rifiuti sono in decine di depositi temporanei e il Deposito nazionale non ha ancora un sito.
- Il regolatore è piccolo. L'ISIN, l'autorità di controllo, ha 90 persone e chiede di arrivare a 270.
- I soldi pubblici stanziati finora sono 67,5 milioni, per studi e informazione. Come si finanzierà una centrale non è ancora deciso.
1. Le regole: cosa c'è e cosa manca
La legge 29 settembre 2026, n. 169, approvata dal Senato il 23 settembre, è una legge delega: affida al Governo il compito di scrivere le regole vere con decreti legislativi, entro dodici mesi, cioè entro metà ottobre 2027. Non autorizza centrali, non sceglie tecnologie e non indica siti.
Il 28 ottobre, alla conferenza annuale di Confindustria Energia, il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha detto: "confermo che tutti i decreti saranno pronti entro inizio dicembre", secondo Geagency. Ha aggiunto due indicazioni sul contenuto. Le regole di autorizzazione definiranno i requisiti di base, in un modello che ha chiamato "libero". E per le centrali "non ci saranno aree idonee, ma vincoli che individueranno le aree non adatte", come quelle sismiche. È un'impostazione diversa da quella usata per il Deposito dei rifiuti, dove si era partiti da una carta delle aree idonee.
| Documento | Stato a fine ottobre 2026 | Cosa decide |
|---|---|---|
| Legge delega 169/2026 | In vigore dal 15 ottobre 2026 | Cornice e principi |
| Decreti legislativi | Annunciati per inizio dicembre 2026, termine di legge ottobre 2027 | Autorizzazioni, siti, sicurezza, rifiuti, ciclo del combustibile |
| Programma nazionale per il nucleare | Da adottare con i decreti | Obiettivi, tecnologie, scenari |
| Autorità di sicurezza indipendente | Prevista "ove istituita", non ancora creata | Chi esamina e autorizza i reattori |
| Meccanismo di finanziamento | Non deciso | Chi paga e con quali garanzie |
| PNIEC (Piano energia e clima) | In vigore | Scenario di 8-16 GW nucleari al 2050 |
Il passaggio da seguire è la Conferenza unificata: i decreti richiedono l'intesa con Regioni ed enti locali. Senza quell'intesa non si va avanti.
2. Chi decide e chi controlla
Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE) guida tutto il processo: scrive i decreti, gestisce il dossier del Deposito nazionale e coordina gli altri ministeri, tra cui la Difesa, che la legge ha aggiunto tra i proponenti.
L'ISIN, l'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, è l'autorità tecnica di controllo, istituita con il decreto legislativo 45 del 2014. Oggi vigila su 17 impianti nucleari civili, tra cui le 4 centrali in smantellamento, e su 98 grandi installazioni con sorgenti radioattive, in gran parte ospedali e industrie. Il suo organico è di 90 persone, di cui "una ventina" con la qualifica di ispettore. A febbraio, in un'audizione alla Camera, l'ISIN ha definito questo organico "del tutto inadeguato" e ha chiesto di arrivare a 270 persone, 190 delle quali tecniche, con stipendi paragonabili a quelli delle altre autorità indipendenti per riuscire ad assumere (memoria ISIN alla Camera).
Per avere un termine di paragone, nei paesi con un programma nucleare in corso gli organici dei regolatori si contano in centinaia o migliaia di persone. Nessun reattore si autorizza senza un regolatore in grado di esaminarlo, ed è uno dei colli di bottiglia meno visibili di tutto il programma.
Sogin, società pubblica controllata dal Ministero dell'Economia, si occupa dello smantellamento degli impianti del vecchio programma e della gestione dei rifiuti radioattivi. È anche la società incaricata di progettare e realizzare il Deposito nazionale.
L'ENEA, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, è il principale ente di ricerca. Ha due reattori di ricerca al Centro della Casaccia, vicino a Roma, il TRIGA RC-1 e il TAPIRO, usati per studi sui materiali, radioisotopi e reattori di nuova generazione (ENEA). A Frascati sta costruendo con Eni e diverse università il DTT, una macchina sperimentale per la fusione da oltre 600 milioni di euro (ENEA, maggio 2025). Al Brasimone, sull'Appennino bolognese, ospita le attività sperimentali sui reattori al piombo.
3. Chi costruirebbe: le aziende
| Soggetto | Chi c'è dietro | Cosa fa | Stato |
|---|---|---|---|
| Nuclitalia | Enel 51%, Ansaldo Energia 39%, Leonardo 10% | Valuta i modelli di SMR ad acqua e i requisiti per l'Italia | Conclusioni attese entro fine 2026 |
| Edison con EDF (Nuward) | Edison è controllata dal gruppo francese EDF | Propone un SMR europeo da 400 MW: serie di 10 impianti tra Francia, Italia e altri paesi | Cantieri dal 2030, primo in Italia nel 2035 (annuncio del 18 settembre 2026) |
| Ansaldo Nucleare | Gruppo Ansaldo Energia (Cassa depositi e prestiti) | Ingegneria e componenti, partner industriale di Nuward | Fornitore di progetti esteri e di ITER |
| Newcleo | Società italo-francese, fondata da Stefano Buono | Reattori veloci raffreddati al piombo | Dimostratore non nucleare al Brasimone atteso nel 2027; quotata al Nasdaq dal 22 settembre 2026 |
| Filiera industriale | Walter Tosto, Saipem, Webuild, ATB Riva Calzoni e altri | Componenti pesanti, costruzioni | Lavorano per progetti esteri; nessuno stabilimento dedicato agli SMR in Italia |
Nuclitalia è il soggetto da seguire. Non costruisce reattori: li sceglie. Il suo compito è indicare quale modello di piccolo reattore modulare (SMR) ad acqua, tra quelli già in sviluppo all'estero, sia più adatto all'Italia, e mappare le circa 800 imprese della filiera. Le conclusioni, attese inizialmente per novembre, ora sono indicate "entro la fine del 2026" (Milano Finanza, 29 ottobre).
Su chi siano i candidati circolano molte ipotesi e pochi documenti. Ne abbiamo parlato in Cosa significa SMR: Nuward di EDF ed Edison è il progetto con più legami industriali con l'Italia, ma nessuna scelta è stata annunciata.
Newcleo è un caso a parte, perché sviluppa una tecnologia diversa, con il piombo al posto dell'acqua. Il primo giorno di quotazione ha perso oltre il 23%: il mercato ha valutato quanto sia lungo il percorso per un reattore che ancora non esiste.
Chi è quotato in Borsa. Tra i soggetti citati sono quotati a Milano Enel, Leonardo, Saipem e Webuild, e al Nasdaq Newcleo. Per nessuno di loro, oggi, il nucleare italiano pesa sui conti: Enel non ha destinato investimenti al nucleare nel piano strategico al 2028. Chi compra queste azioni pensando al ritorno dell'atomo compra un'opzione a dieci anni, non un fatturato.
4. Gli impianti di ieri: lo smantellamento
L'Italia ha avuto quattro centrali nucleari, tutte chiuse dopo il referendum del 1987. Oggi sono in smantellamento, insieme agli impianti di ricerca sul ciclo del combustibile.
| Impianto | Dove | Tipo |
|---|---|---|
| Centrale di Trino | Trino (Vercelli), Piemonte | Centrale nucleare |
| Centrale di Caorso | Caorso (Piacenza), Emilia-Romagna | Centrale nucleare |
| Centrale di Latina | Latina, Lazio | Centrale nucleare |
| Centrale del Garigliano | Sessa Aurunca (Caserta), Campania | Centrale nucleare |
| Eurex | Saluggia (Vercelli), Piemonte | Riprocessamento del combustibile, ricerca |
| Itrec | Rotondella (Matera), Basilicata | Ricerca sul ciclo del combustibile |
| Opec e Ipu | Casaccia (Roma), Lazio | Laboratori sul combustibile |
| Impianto di Bosco Marengo | Bosco Marengo (Alessandria), Piemonte | Fabbricazione del combustibile |
| Reattore Ispra-1 | Ispra (Varese), Lombardia | Reattore di ricerca nel Centro comune di ricerca europeo |
Fonte: Sogin, avanzamento al 31 dicembre 2025.
A che punto siamo. Sogin dichiara un avanzamento complessivo del 47,7% al 31 dicembre 2025. Ad aprile, citando documenti dell'ARERA, l'autorità per l'energia, Greenreport ha riportato una cifra del 32% e un costo complessivo stimato di 11 miliardi di euro. Le due percentuali misurano probabilmente cose diverse, ad esempio l'avanzamento fisico dei lavori e la quota di spesa sostenuta, ma le fonti pubbliche non chiariscono la differenza. Per ora è giusto dire che lo smantellamento è a metà strada, o poco meno.
I tempi sono stati rivisti più volte. L'amministratore delegato di Sogin, Gian Luca Artizzu, ha detto in Parlamento a febbraio che ipotizzare la fine nel 2020, come prevedevano i piani originari, era "quanto meno velleitario" (AGI). Tra le cause ha indicato limiti di rilascio dei materiali molto più severi di quelli europei e l'assenza in Italia di impianti per trattare alcuni rifiuti, che obbliga a gare internazionali. Una cifra dà la misura dell'accelerazione recente: per il 2026 Sogin ha contratti per circa 420 milioni di euro, contro una media di circa 90 milioni l'anno nel periodo precedente.
5. I rifiuti: dove sono e dove andranno
L'Italia ha circa 33.500 metri cubi di rifiuti radioattivi, distribuiti in 62 depositi temporanei, secondo l'ISIN. Il 99% in volume è a bassa o molto bassa attività: guanti, tute, filtri, metalli dello smantellamento. A questi si aggiungono i residui ad alta attività del combustibile delle vecchie centrali, mandato a riprocessare in Francia e nel Regno Unito, che per contratto devono tornare in Italia. I dettagli sono nel nostro articolo Le scorie: dove sono oggi e dove andranno.
Il Deposito nazionale dovrebbe accogliere in via definitiva circa 78.000 metri cubi di rifiuti a bassa attività e conservare temporaneamente circa 17.000 metri cubi di rifiuti a media e alta attività, in attesa di un deposito geologico. Il 40% del volume previsto non viene dalle centrali ma da ospedali, industria e ricerca (Sogin). Accanto sorgerebbe un Parco tecnologico di ricerca.
La storia della localizzazione è lunga:
| Data | Passaggio |
|---|---|
| Gennaio 2021 | Sogin pubblica la CNAPI, la carta delle aree potenzialmente idonee: 67 aree |
| Dicembre 2023 | Il MASE pubblica la proposta di CNAI, la carta delle aree idonee: 51 aree in 6 regioni, 21 in provincia di Viterbo |
| Marzo 2024 | Scade il termine per le autocandidature: nessuna valida |
| Giugno 2025 | Il ministro indica il 2039 per l'entrata in esercizio |
| Aprile 2026 | L'ARERA riporta una stima Sogin di slittamento al 2041 |
| 28 ottobre 2026 | Il ministro: sito entro un anno, con le aree militari come alternativa se i comuni non si candidano |
Fonti: Greenreport, giugno 2025; Greenreport, aprile 2026; greenMe, 29 ottobre 2026.
"Il deposito delle scorie è la prima cosa da chiudere, e va fatto entro un anno", ha detto Pichetto il 28 ottobre. L'idea delle aree militari però non è nuova: anche il Ministero della Difesa poteva candidarsi nel 2023, e non l'ha fatto. E un terreno militare non è automaticamente idoneo: le regole tecniche dell'ISIN escludono, per esempio, i poligoni di tiro in uso. Il precedente che tutti ricordano è Scanzano Jonico, nel 2003: un sito indicato per legge dall'alto, con un anno di tempo, e ritirato dopo settimane di proteste.
Il punto politico è semplice. Il Deposito serve comunque, a prescindere dai nuovi reattori, perché i rifiuti di ospedali, industria e vecchie centrali esistono già. E la fiducia dei territori sul nuovo nucleare si costruirà, o si perderà, anche su come verrà scelto questo sito.
6. I soldi
La legge stanzia 67,5 milioni di euro tra il 2026 e il 2029: 1,5 milioni nel 2026, 26 milioni nel 2027 e 20 milioni l'anno nel 2028 e 2029. Servono a studi, uffici e campagne informative, non a costruire impianti.
Come si finanzia una centrale è la domanda più importante e ancora aperta. Gli strumenti in discussione sono quelli già usati in Europa (Milano Finanza):
- contratti per differenza: lo Stato garantisce un prezzo fisso per l'elettricità prodotta, pagando la differenza se il mercato scende sotto e incassandola se sale sopra. È il modello di Hinkley Point C nel Regno Unito;
- RAB (Regulatory Asset Base): i consumatori iniziano a pagare una parte dell'investimento in bolletta già durante la costruzione, in cambio di un costo del capitale più basso. È il modello di Sizewell C, sempre nel Regno Unito;
- contratti privati di lungo periodo con grandi consumatori industriali o aziende tecnologiche, come quelli che negli Stati Uniti finanziano gli aumenti di potenza delle centrali esistenti.
Il costo per kW è la grande incognita. L'amministratore delegato di Enel, Flavio Cattaneo, ha raccontato che nella centrale slovacca di Mochovce il gruppo è partito da 7 milioni di euro per MW ed è arrivato a 11-12. Per gli SMR, nessun impianto occidentale è ancora in funzione, quindi ogni cifra è una stima.
7. I tempi: un calendario realistico
| Passaggio | Data | Chi lo dice |
|---|---|---|
| Decreti attuativi | Inizio dicembre 2026 | Ministro, 28 ottobre 2026 |
| Scelta di Nuclitalia | Entro fine 2026 | Milano Finanza, 29 ottobre 2026 |
| Sito del Deposito nazionale | Entro ottobre 2027 | Ministro, 28 ottobre 2026 |
| Termine di legge per i decreti | Ottobre 2027 | Legge 169/2026 |
| Avvio cantieri della serie Nuward | Dal 2030 | Edison ed EDF, settembre 2026 |
| Prime centrali in Italia | 2033-2035 | Ministro (2033-2034), Edison ed EDF (2035), PNIEC (circa 2035) |
| Deposito nazionale in esercizio | 2039-2041 | Ministro (2039), stima Sogin riportata da ARERA (2041) |
| Nucleare al 2050 | 8-16 GW, 11-22% della domanda | PNIEC, scenario |
Il calendario ufficiale dice circa nove anni dalla legge al primo reattore. Le esperienze europee recenti suggeriscono prudenza: Olkiluoto 3 in Finlandia ha richiesto 18 anni di cantiere, Flamanville 3 in Francia 17. Gli SMR promettono tempi più brevi, ma finora nessuno in Occidente lo ha dimostrato. E in Italia, prima del cantiere, bisogna ancora creare il regolatore, scegliere la tecnologia, trovare i siti con l'intesa delle Regioni e completare le valutazioni ambientali e di sicurezza.
8. Cosa guardare nei prossimi mesi
- I decreti di dicembre. Tre cose in particolare: se istituiscono davvero un'autorità di sicurezza indipendente e con quante persone; quali vincoli escluderanno le aree non adatte; quale meccanismo di finanziamento scelgono.
- La scelta di Nuclitalia. Quale modello di SMR, con quale partner industriale e con quale quota per le aziende italiane.
- Il Deposito nazionale. Se i comuni si candideranno questa volta, o se il Governo indicherà un'area militare, e come reagiranno le Regioni.
- La Conferenza unificata. Le Regioni devono dare l'intesa sui decreti. È il passaggio dove il programma può rallentare o fermarsi.
Fonti principali: legge 29 settembre 2026, n. 169; Geagency, 28 ottobre 2026; Milano Finanza, 29 ottobre 2026; greenMe, 29 ottobre 2026; memoria ISIN alla Camera, febbraio 2026; AGI e Rinnovabili.it sull'audizione Sogin, 26 febbraio 2026; Sogin, Deposito nazionale; Greenreport, aprile 2026; ENEA. Per gli SMR e le aziende vedi le fonti dei nostri articoli collegati.




