L'Italia è uno dei pochi paesi europei con un lanciatore proprio. Si chiama Vega, lo costruisce Avio a Colleferro e dal 2025 è Avio stessa a venderne i lanci, non più Arianespace. La sua prossima versione, Vega E, è il progetto da cui dipende se questa capacità resterà competitiva nel prossimo decennio. Vale la pena guardarlo da vicino, perché il quadro è meno lineare di quanto dicano i comunicati.
Da quattro stadi a tre
Il Vega C oggi in servizio ha quattro stadi. I primi tre sono a propellente solido: il P120C, lo Zefiro 40 e lo Zefiro 9. Il quarto, chiamato AVUM+, è un piccolo stadio a propellente liquido che si riaccende più volte per rilasciare i satelliti nelle orbite giuste.
Vega E sostituisce gli ultimi due con un unico stadio superiore a ossigeno e metano liquidi, spinto dal motore M10 (Avio lo chiama anche MR10). La configurazione, secondo la scheda di Avio:
| Stadio | Vega C (oggi) | Vega E |
|---|---|---|
| Primo | P120C (solido) | P160C (solido, più grande) |
| Secondo | Zefiro 40 (solido) | Zefiro 40 (solido) |
| Terzo | Zefiro 9 (solido) | M10, ossigeno e metano liquidi, circa 98 kN |
| Quarto | AVUM+ (liquido) | – |
Le stime pubblicate da ESA e Avio parlano di un carico utile in orbita bassa che sale da circa 2,3 a circa 3 tonnellate a parità di prezzo, e di un costo del servizio di lancio inferiore di circa il 20%. Sono obiettivi di progetto: il motore non ha ancora volato.
Perché il metano conta
Tre ragioni, in ordine di importanza.
Il motore si riaccende e si regola. Uno stadio a solido brucia fino all'esaurimento. Uno stadio a liquido si spegne e si riaccende in orbita, e questo permette di rilasciare più satelliti in orbite diverse con lo stesso lancio. È il mercato delle missioni condivise, quello in cui oggi si gioca la partita dei piccoli lanciatori.
È la tecnologia su cui si costruisce il riutilizzo. Il metano brucia in modo pulito, lascia pochi residui nei motori e si presta a riaccensioni ripetute: per questo è il propellente scelto da SpaceX per Starship, da ArianeGroup per il motore Prometheus e da quasi tutti i progetti europei di stadi riutilizzabili. Vega E non è riutilizzabile, ma porta Avio dentro la tecnologia da cui passa ogni lanciatore futuro, come abbiamo spiegato.
Toglie una dipendenza dall'Ucraina. Il motore dello stadio AVUM+, l'RD-843, è prodotto in Ucraina. Avio ha dichiarato la fornitura "sicura nel medio termine" fino al 2027 e ha avviato con fondi PNRR un motore alternativo (programma MPGE, 55 milioni). Vega E elimina il problema alla radice, perché l'AVUM+ non c'è più. È un argomento che nei comunicati compare poco e che, dopo il 2022, pesa quanto le prestazioni.
I soldi
Lo sviluppo è finanziato su due canali.
ESA. A dicembre 2024 l'agenzia ha assegnato ad Avio contratti per 350 milioni di euro, di cui circa l'85% destinato a Vega E e alla relativa infrastruttura di lancio nella Guyana francese, compreso un nuovo edificio di assemblaggio a Kourou. Alla Ministeriale di Brema di novembre 2025 si sono aggiunti 47,8 milioni, senza contributo francese: un dettaglio che dice molto sugli equilibri tra Roma e Parigi sui lanciatori.
PNRR. Il governo italiano ha finanziato nel 2023 tre programmi collegati: i dimostratori di volo a propulsione liquida (181,6 milioni), il motore più grande M60 da 60 tonnellate di spinta (103,7 milioni) e il sostituto del motore ucraino (55 milioni). Il primo dimostratore a ossigeno e metano, secondo la relazione semestrale di Avio di settembre 2026, è integrato e dovrebbe completare le prove a terra entro la fine dell'anno.
Il calendario, e perché è il punto debole
Qui la storia si complica. La data del primo volo di Vega E è cambiata a ogni relazione finanziaria:
| Fonte | Primo volo indicato |
|---|---|
| ESA, maggio 2022 | dal 2026 |
| Avio, relazione semestrale 2023 | fine 2026 |
| Avio, relazione semestrale 2024 | 2027 |
| Avio, 2025-2026 | nessuna data aggiornata pubblica |
Nel frattempo sono successe due cose che ridisegnano la tabella di marcia. A dicembre 2025 l'ESA ha completato la qualifica del nuovo primo stadio P160C, che volerà prima su una versione aggiornata di Vega C (detta Block 2), con debutto previsto nel 2028. E nello stesso mese Avio ha annunciato due contratti di lancio, oltre 100 milioni di euro complessivi, per missioni su Vega C tra il 2028 e il 2031.
Messe insieme, queste informazioni dicono che Vega C resterà il lanciatore operativo almeno fino all'inizio del prossimo decennio, e che Vega E entrerà in servizio più tardi di quanto annunciato, probabilmente non prima della fine degli anni 2020. Non è un fallimento: è il ritmo normale dei lanciatori, e Ariane 6 ha accumulato quattro anni di ritardo. Ma è il dato da tenere presente quando si leggono gli annunci.
Più in là c'è Vega Next, il primo lanciatore interamente a liquido di Avio, con elementi riutilizzabili, che l'azienda colloca dal 2032 in poi. È un orizzonte, non un programma finanziato.
Avio è sempre meno un'azienda di razzi spaziali
Un dato della relazione semestrale di settembre 2026 aiuta a leggere tutto il resto. Nel primo semestre Avio ha registrato ricavi per 276 milioni di euro, in crescita del 17,5%, e un portafoglio ordini di oltre 2 miliardi. Ma degli ordini acquisiti nel semestre, oltre due terzi riguardano la difesa: propulsione per missili, in un mercato che dopo il 2022 è esploso in tutta Europa, e un'espansione negli Stati Uniti. Nel semestre Vega C ha volato una volta.
Non è una contraddizione: la competenza sui motori a solido è la stessa, e i ricavi della difesa finanziano lo sviluppo spaziale. Ma sposta il baricentro dell'azienda, e con esso le priorità di investimento. Per capire quanto Avio scommetterà davvero su Vega E e Vega Next, i prossimi bilanci conteranno più dei comunicati.
Cosa guardare
- Le prove a terra del dimostratore a metano entro fine 2026: sono il primo test reale della tecnologia su cui si basa Vega E.
- Una data ufficiale per il primo volo di Vega E, nella prossima relazione di Avio o in un documento ESA. Finché non c'è, il programma resta senza calendario pubblico.
- La cadenza di Vega C: un solo lancio nel primo semestre 2026 è poco per un lanciatore che deve stare sul mercato. Il nuovo edificio di assemblaggio a Kourou serve proprio a raddoppiarla.
- Il rapporto con la Francia sui lanciatori leggeri, dove MaiaSpace, controllata da ArianeGroup, punta allo stesso segmento di mercato con un razzo in parte riutilizzabile.
Vega E è il progetto giusto per l'unico lanciatore italiano: elimina una dipendenza critica, abbassa i costi e porta Colleferro dentro la tecnologia del metano. Il suo problema non è tecnico ma di tempo. Ogni anno di ritardo è un anno in cui il mercato dei piccoli lanci si organizza senza di lui.
Fonti: Avio, scheda Vega E; ESA, test del motore M10, maggio 2022; European Spaceflight, dicembre 2025, e settembre 2024 sulla roadmap di Avio e sui fondi PNRR; Teleborsa sulla relazione semestrale di Avio del 10 settembre 2026.